Perché sentiamo l’esigenza di dover raccontare la storia della fotografia? Beh perchè la fotografia è una forma d’arte e di comunicazione che ha subito tantissimi cambiamenti negli anni e, grazie al progresso tecnologico, si è evoluta e migliorata fino ad arrivare ai giorni nostri.  Nonostante ciò, l’obiettivo della fotografia, ovvero catturare i momenti più importanti della nostra vita, è rimasto invariato. E’ proprio grazie alle immagini che possiamo rivivere momenti e sensazioni che altrimenti andrebbero perduti.

La Storia della Fotografia  – Le Origini

Il 9 Agosto del 1839 è ricordato come il giorno in cui nacque la fotografia. E’ doveroso sottolineare che, prima di quell’anno, ci furono altri esperimenti preliminari che precedettero quella che sarà l’invenzione di Louis Daguerre che ti spiegheremo a breve. Infatti, prima dell’invenzione vera e propria della fotografia, esistevano metodi che utilizzavano la luce per creare delle immagini, come la camera oscura. Una di queste tecniche consisteva nel proiettare la luce su una superfice tramite un piccolo foro, ma questa, non era in grado di fissare l’immagine in maniera permanente.

Il Dagherrotipo

Come abbiamo accennato precedentemente, l’invenzione della fotografia si deve all’artista e chimico francese Louis Jacques Mande Daguerre e Joseph-Nicephore Niépce, il quale morì prima ancora di ricevere i riconoscimenti. I due, riuscirono ad inventare il cosiddetto Dagherrotipo che, partendo dalla tecnica della camera oscura, fissava le immagini tramite un processo meccanico e chimico. In particolare, il dagherrotipo era capace di riprodurre un’unica immagine positiva su un supporto in argento o in rame argentato, precedentemente sensibilizzato nella camera oscura tramite dei vapori di iodio. Daguerre, perfezionando questa tecnica, riuscì a diminuire i tempi di esposizione.

Il governo francese riconobbe ben presto il potenziale del dagherrotipo, attribuendosene i diritti in cambio di pensioni vitalizie per Daguerre ed il figlio di Niépce (poiché il padre morì prima del riconoscimento). Grazie alla rapidità con la quale le immagini venivano sviluppate ed anche grazie all’autenticità con cui riproduceva la realtà, il dagherrotipo si diffuse in tutta l’Europa, spingendo tantissimi artisti ad abbandonare i pennelli e ad utilizzare la macchina fotografica come principale mezzo espressivo.

Calotipo e la nascita del Negativo

Dopo la nascita del dagherrotipo, intorno al 1840, fu brevettata una nuova tecnica chiamata “Calotipia” dall’inglese William Henry Fox Talbot. Questa tecnica prevedeva la realizzazione di un negativo fotografico, dal quale venivano realizzati più positivi. Il negativo si otteneva tramite un foglio di carta normale, reso fotosensibile grazie a delle spennellature e bagni in composti chimici quali: nitrato d’argento, ioduro di potassio e acido gallico.

Una volta asciugata la carta, questa veniva posta dentro una fotocamera per scattare la foto. Su questa carta l’immagine non appariva immediatamente, ma restava latente. La carta veniva poi, esposta alla luce solare per qualche secondo per ottenere il negativo, per poi essere bagnata e fissata con altri composti chimici. Il negativo ottenuto veniva utilizzato per creare stampe positive proiettando la luce attraverso il negativo su un altro foglio di carta sensibilizzata. Questa invenzione superò il dagherrotipo per la possibilità di produrre molte più stampe in breve tempo.

Kodak e la nascita del Rullino

Uno dei progressi tecnologici più significativi che ci porta pian piano alla fotografia moderna è la nascita del rullino nel tardo XIX secolo. Inventato da George Eastman, il fondatore di Kodak, il rullino permise a tantissime persone (anche ai non professionisti) di scattare tante foto facilmente e soprattutto economicamente.

Il rullino era costituito da una pellicola lunga e sensibile alla luce, avvolta attorno ad un rocchetto che consentiva di scattare quante foto si voleva, senza la necessità di dover manipolare la pellicola tra uno scatto e l’altro. Questa era una grande novità che permetteva di abbandonare le tecniche passate che, come abbiamo visto, erano molto più lente e laboriose.

Nel 1888, Eastman lanciò la Kodak N. 1, una macchina fotografica pre-caricata con un rullino in grado di realizzare 100 scatti. Terminata la pellicola, questa veniva spedita alla Kodak, dove le immagini veniva sviluppate e rispedite al cliente. Da qui nasce anche il celebre slogan di Eastman: ““Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”.

La Fotografia Digitale

Nel corso degli ultimi decenni del XX secolo, la fotografia si è imbattuta in enormi progressi tecnologici, abbandonando le lastre in argento e le carte fotosensibili per abbracciare l’era digitale.

La fotografia digitale si basa sulla cattura di immagini attraverso dispositivi elettronici. Queste immagini vengono poi, convertite in dati digitali e salvate su schede SD o hard disk. Uno dei principali vantaggi della fotografia digitale è senza alcun dubbio, la possibilità di catturare quante immagine si voglia e la possibilità di poterle visualizzare immediatamente sullo schermino della fotocamera.

Con l’arrivo delle reflex digitali e delle mirrorless, la qualità delle fotografie è cresciuta in maniera esponenziale, superando addirittura quella offerta dalla pellicola.

La Storia della Fotografia: Conclusione

Abbiamo voluto regalarvi questo piccolo viaggio dalle origini della fotografia fino ai giorni nostri. Grazie ai continui progressi tecnologici, i fotografi continuano a sperimentare tutte le sfumature che la fotografia ci offre, regalandoci immagini di qualità e molto più suggestive.